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Il programma di Street Art BREAKING WALLS è realizzato con la collaborazione di INWARD – Osservatorio sulla cultura del writing.INWARD - Osservatorio sulla cultura del writing

 

Dal Muro come interdizione, emerso tra le genti inabilitate a comunicare, al muro come interfaccia, per gente che vi deposita e vi ritrova segni. È questa la storia progressiva di ventotto anni murati, doppiamente respinti, suturati nel mezzo. Ora non c'è più quel Muro tra chi scrive e chi legge, piuttosto c'è il muro di chi ha scritto e chi ha letto.
Dappertutto graffiti, ogni muro li chiama a sé da sempre. E quel pezzo di Muro come totem in pietra graffitata all'ingresso del Parlamento Europeo tiene lontani i demoni della limitazione dei diritti e delle libertà di uomini e donne. La fotogenica East Side Gallery è il trionfo mondiale dell'arte pittorica su muro.

Tra le foto in mostra come scatti delle gesta umane e i graffiti in scena come scatti dei gesti creativi, nessuno meglio dei writers, che fanno della presenza di un muro la ragione stessa della propria espressione, sarebbe stato suggestivo testimonial artistico dell'assenza del Muro dei Muri.

Manovrando su ricordi e fantasie gli strumenti, prendono vita forme e cromie, scritture e disegni, accordando ai supporti, che si fanno muri mobili e temporanei, la massima fiducia nel trattamento dei messaggi.

Memoria di un Muro che non c'è ed esercizio collettivo di stile per tutti i muri a venire; nel rispetto del decoro, contro gli scempi sui palazzi, sovrascrivendo ogni scrittura volgare che, più di quei muri che ne ostacolano il quotidiano beneficio tra esseri umani, violi pace, libertà ed uguaglianza.

Perché i talenti della creatività urbana sanno cannibalizzare il vandalismo in città. Un uomo solo che guarda un muro è davvero un uomo solo, mentre undici writers che studiano un muro possono essere un progetto di riqualificazione sociale.


Luca Borriello - Direttore INWARD

 
ACU Evoluzioni / Arteteca Network

"Un muro è tale nella sua fissità. Ogni muro è una recinzione, un limite, un accesso vietato e la città contemporanea, progettata sul paradigma della paura per cui tutto deve essere recintato, delimitato e protetto, pare abusare dei muri. I writers abbattono, metaforicamente, ogni parete che dipingono, arrivando a volte a progettare nuovi spazi virtuali. A ben guardare, alcuni muri dipinti sono vere e proprie espressioni di desiderio per nuovi contesti urbani e sociali. Il Muro spaccava Berlino e divideva vite, ma era diventato forse il più grande archivio di desideri per una città e una società diverse che la sua caduta ha reso, almeno in parte, concreti"


Salvatore Velotti, responsabile ACU Evoluzioni / Arteteca Network (Napoli)

 
Il cerchio e le gocce

"La caduta del muro di Berlino rappresenta uno dei momenti storici più importanti degli ultimi 20 anni in Europa, come segnale di pace, libertà e fratellanza. Lo stesso muro rappresentava un incredibile archivio di segni e graffiti che purtroppo è andato in gran parte perso. In molti casi i messaggi lasciati dai writers sui muri delle città sono proprio una richiesta di cambiamento, di distruzione del vecchio per dare colore e spazio al futuro"


Riccardo Lanfranco, presidente ACU Il Cerchio e le Gocce (Torino)

 
ACU Thinks

"La costruzione del Muro ebbe un forte impatto sociale e culturale, non solo in Germania, ma in tutto il mondo, separò famiglie e amicizie, diventando il simbolo della repressione di quel tempo. Il suo abbattimento è stato uno degli eventi più importanti degli ultimi vent'anni e deve darci la forza di abbattere i tanti muri che ci sono dentro e intorno a noi"

Luca Caputo, presidente ACU Thinks (Napoli)

 
ACU Kaleidos

"E' nel talento di ogni writer cercare di superare la tradizionale doppiezza suggerita dall’immagine di un muro. Ciascun muro ha due facce. Ciascun muro sembra fatto apposta per spaccare in due concetti come libertà, sicurezza, protezione, proprietà, appartenenza, segnando sempre un dentro e un fuori, discriminando un noi e un voi. E invece, è nel talento di ogni writer superare questa forza dicotomizzante del muro, sottraendolo di volta in volta alla sua funzione e attribuendogli un caleidoscopio di valori simbolici. Nella mente, ogni volta è un 1989"


Antonio Bonatesta, Vicepresidente ACU Kaleidos (Lecce)

 
ACU Artefacto

"Prima del suo abbattimento, il Muro di Berlino ha rappresentato uno spazio di espressione importante, dove le persone mettevano a repentaglio se stessi, pur di scrivere e comunicare la propria voglia di libertà, sopra quel simbolo di separazione e negazione della pace. La sua caduta, oltre a rappresentare un evento storico-politico importantissimo per il secolo trascorso, ha sottolineato l'umanità di quelle stesse persone che finalmente così guadagnavano libertà abbattendo, mattone dopo mattone, il muro su cui per anni avevano espresso con scritte e figure quello stesso innegabile bisogno"


Marco Milaneschi, presidente ACU Artefacto (Grosseto)

 
ACU MONKEYS EVOLUTION

"La caduta del muro di Berlino, esprime la capacità dell'uomo di abbattere i "muri" mentali, culturali e religiosi che i graffiti riescono a raccontare, avvicinando persone di tutto il mondo e abbattendo i confini"
 
Andrea Pagano, presidente ACU Monkeys Evolution (Torino)

 

 

 

 

Le immagini rappresentano una innovativa performance di street art per la quale gli artisti hanno costruito un muro di persone, ne hanno dipinto la schiena col writing e poi lo hanno fatto cadere.

 
ACU Duevventi

"Il bisogno più incontrollabile, l'unico che non poteva per natura attendere che il muro di Berlino crollasse per manifestarsi, è la libertà di espressione. Quel bisogno è lo stesso che accende in noi una scintilla autolesionista e incendiaria, e che ci spinge ogni giorno a picconare il muro dell'insofferenza e del conformismo, cercando nuove distese dove far correre liberamente la nostra voglia di disegnare"

 

Marco Fanni, presidente ACU Duevventi (Savona)

 
ACU Forme Urbane

Uno pensa che eterni ed immutabili siano i muri di cemento, che ti chiudono vista e passaggio. Per niente.

Puoi picconarli con infinita pazienza, giusto per vedere cosa nascondono, portarci il cane a fare pipi, colorarlo con un po’ di amici perché trovi sia molto più bello, o perché non avevi nulla di meglio da fare la domenica mattina.

In un modo o nell’altro, i muri cambiano, oggi o tra cento anni.

Abbattere i muri che invece ci portiamo dentro richiede ben altro lavoro, ben altra fatica. Ed i colori poco possono. Forse.

 

Francesco Palladino, presidente ACU Forme Urbane (Caserta)

 
 ACU 400ml (Napoli)

L'uomo fin dagli inizi ha sempre innalzato muri attorno a sè per ripararsi. Storicamente, però, l'uomo si è circondato di muri per ripararsi non dal freddo, ma dalle sue stesse paure e fobie. Il Muro di Berlino è stato certamente una tra le più esplicite materializzazioni di paure politiche, sociali ed economiche auspicate dai governi vigenti. Cosa resta da fare quindi? Un'operazione molto semplice: cambiarne il significato con qualunque mezzo espressivo


Gennaro Maria Cedrangolo, presidente ACU 400ml (Napoli)

 
 ACU ISA (Bergamo)

Le barriere che rinchiudono l'espressione del sè sono la prima 
superficie su cui il sè decide di lasciare un segno di libertà.


Mitja Bombardieri, presidente ACU ISA (Bergamo)

 
 ACU WALLS Quello di Berlino era un muro tra est ed ovest, tra ideologie che qualcuno chiama oggi regimi. Quello tra Europa e Turchia, non si vede ma ancora regge. In Cisgiordania esisteva da tanto ma adesso si vede. Fino a quando qualcuno continuerà a essere curioso, a interessarsi a capire e a sapere cosa si vede dall’altra parte, potrà capire chi come noi intanto vola con la fantasia e dipinge muri di libertà.

Simone Pallotta, curatore ACU WALLS (Roma)

 
ACU A3D

Il muro di Berlino come massima opera di writing a cielo aperto. Molti sono gli artisti che si sono cimentati nella decorazione e nel racconto di quello che è stato. Alcuni hanno colto lo stile e l’elemento caricaturale e ottimista, altri invece il lato crudele e fatalista. Ad ogni modo ognuno ha espresso su quel supporto il proprio punto di vista, differente l'uno dall'altro: milioni di modi per rappresentare uno stesso tema. Il muro di Berlino, come documento, rappresenta un’esperienza sociale e di writing di massima grandezza per il numero e l'importanza di coloro che vi hanno disegnato, ma ancora di più per la storia che tali opere racchiudono.

 

Niccolò Giannini, vicepresidente ACU A3D (Pisa)

 
 ACU Romagna in Fiore (Forlì)

La caduta. Quando si usa il verbo "cadere", si pensa subito al disastro, alla rottura o all'incidente; si passa subito all'accezione negativa del termine e ci si chiede quanto grande sarà il danno, quanto tempo ci vorrà a recuperarlo e se sarà possibile farlo. In realtà, la caduta è parte integrante della vita, della natura e del tempo. E se si prova ad osservare una caduta ci si accorge che c'è vita in quel movimento, c'è energia e c'è la risoluzione temporale ad una situazione in essere, un cambiamento. Anche quando a cadere è un oggetto inerte, non vivo, come un muro, si può percepire energia, rumore e polvere che si muove velocissima. Le particelle di composizione fuggono (finalmente) libere, per tornare poi ad uno stato di immobilità, sotto forma di macerie. Ma un muro non è uguale ad un mucchio di macerie, anzi si potrebbe dire che è tutto il contrario, denudato della sua funzione e assegnato ad una "non funzione". A questo punto ciò che ci rimane è l'attimo di cambiamento, quel breve lasso di tempo che trasforma anche gli oggetti inanimati in pura vita; ciò che ci resta è il respiro del mondo.

 

Federico Bandini, presidente ACU Romagna in Fiore (Forlì)

 
 ACU Friends (Chieti)

La libertà è un diritto irrinunciabile. Non ci sono muri che non si possono abbattere, compreso quello che per 28 anni è stato il simbolo della divisione di una città come di un intero paese, il cui crollo è ora diventato simbolo di libertà ed uguaglianza
 
Antonello Piccinino, presidente ACU Friends (Chieti)

 

 
ACU Style Orange (Torino)

Sono passati 20 anni ormai da quel 9 novembre 1989; quel giorno l'Uomo prese a martellate il Muro dell'odio. Un muro che divideva la Germania Est da quella Ovest, disunendo l'Occidente dal blocco Sovietico. Si ponevano le prime basi per costruire una nuova Europa.
Un' Europa senza barriere
.

 

Giuseppe Di Biccari, presidente ACU Style Orange (Torino)

 
 ACU ISA (Bergamo) Oggi è importante riuscire a superare le barriere che ci dividono, per unirsi e condividere esperienze e culture diverse. Anche il writing è uno dei modi migliori per condividere esperienze e stili diversi
 
Enrico Sironi, presidente ACU Xpression (Bergamo)
 
 ACU AIW (Milano) Il muro in se stesso è solo una tela bianca, il vero muro è quello che si trova dentro il cuore dei popoli

Luigi Muratore, presidente ACU AIW (Milano)
 
 ACU INFART (Vicenza) Il Muro: rottura violenta di una vita vissuta a metà; fuoriuscito dal nulla ha diviso famiglie, violentato una città, sconvolto una generazione. Il Muro: emblema di un mondo diviso in 2. Chi da una parte, chi dall'altra, in entrambi i casi una disperata curiosità di oltrepassare un valico prepotente e misterioso; chi ha tentato è stato ucciso all'istante. Un'impellente necessità di nascondere questa triste linea architettonica lunga 155 km si impossessava di artisti e non, attraverso il disegno, la pittura, il graffio. Cancellare la disperazione disegnando, una contraddizione in termini, ma unico elemento premonitore di una caduta verso la libertà.

Diego Marchiorello, presidente ACU Infart (Vicenza)
 
 ACU Artefice (Brindisi) La risposta della gente al muro di Berlino fu anche il colore: in quegli anni, ogni singolo dipinto era come una porta, un modo per rendere quel muro trasparente; in quei segni c’era la volontà di comunicare, una vitalità che va oltre il grigio storico di quegli anni, di quegl’animi. Ogni segno, sin dal primo giorno, è stato un colpo di piccone sul quel muro dell’ingiustizia. Bisognerebbe festeggiare ogni giorno la sua caduta, semplicemente non dimenticando mai il rispetto dei diritti di ogni singolo essere umano.

Andrea Sergio, vicepresidente ACU Artefice (Brindisi)
 
 ACU Artefatti

Ci sentiamo di dare tutto il nostro appoggio ad iniziative, come Breaking Walls, che non facciano perdere la memoria storica di ricorrenze, come la caduta del muro di Berlino, che segnano punti fondamentali per l'umanità intera e che ci ricordano come valori importanti, quali pace, fratellanza, uguaglianza e libertà siano da ricordare per sempre come imprescindibili basi per un futuro migliore.

 

Ludwig Lega, coordinatore ACU Artefatti (Torino)

 

 
 ACU Ologram (Padova) Nell'anniversario della caduta del Muro, l'espressione artistica continui ad essere breccia per abbattere i muri di ogni repressione

Alberto Capozzi, vicepresidente ACU Ologram (Padova)
 
Bereshit

Uno slogan popolare sul Muro vicino alla East Side Gallery recita così: "Niente più guerre. Niente più muri. Un mondo unito". Siamo a Berlino, sulle rovine di quello che fu il limite materiale di un'ideologia in crisi. Quanto mai interessante chiamare alle armi i writers per ridisegnare una nuova pagina della storia. Chi meglio di loro, per abbattere un muro. Armati di creatività e colori, guardano ad una linea materiale di separazione come ad uno spazio collettivo di libera espressione, traccia indelebile dell’unione di diverse culture.


Daniele Passero, presidente ACU Bereshit Onlus (Napoli)

 
ACU Tinte Forti

Ogni muro ed ogni barriera sono destinati a crollare. Speriamo che il prossimo ad essere abbattuto sia quello che divide la Palestina da Israele, e che quelli che sono cresciuti nella mancanza di libertà possano assaporarla come hanno fatto i tedeschi dell'Est 20 anni fa

 

Massimiliano Landuzzi, presidente ACU Tinte Forti (Bologna)